Sono 4.617 i cittadini di Pozzuoli che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni dopo i danni provocati dagli eventi sismici e le conseguenti ordinanze di sgombero. Oltre 1.700 nuclei familiari costretti a fare i conti con una quotidianità improvvisamente cambiata. Ma, secondo Carmine Morelli, segretario cittadino di Forza Italia a Pozzuoli, dietro questi numeri potrebbe esserci una parte dell’emergenza ancora difficile da misurare.
«Il dato è già drammatico, ma potrebbe non rappresentare pienamente la reale dimensione del problema», osserva Morelli. Il riferimento è a quei cittadini che, per il timore di dover lasciare la propria abitazione in caso di esito negativo delle verifiche, potrebbero aver rinunciato a chiedere controlli tecnici o averli evitati.
Un fenomeno che, per il segretario cittadino azzurro, non può essere sottovalutato. «La paura dello sgombero non deve mai trasformarsi nella paura di far verificare la sicurezza della propria casa. Sarebbe un paradosso pericoloso, soprattutto in un territorio che da mesi convive con una fase sismica così delicata».
Da qui la richiesta di costruire intorno alle verifiche una rete di garanzie capace di accompagnare concretamente le famiglie. «I cittadini devono poter chiedere un controllo senza avere la sensazione che, nel momento in cui emerge un problema, resteranno soli. Servono verifiche rapide, soluzioni abitative immediate per chi è costretto a lasciare casa, tempi certi per gli interventi e garanzie concrete sulla possibilità di rientrare».
Per Morelli il punto è tenere insieme sicurezza e risposta abitativa. «La sicurezza viene prima di tutto, ma alla richiesta di sicurezza lo Stato e le istituzioni devono affiancare una risposta certa. Non si può chiedere a una famiglia di lasciare la propria casa senza darle contemporaneamente una prospettiva chiara».
Il segretario cittadino di Forza Italia richiama quindi il peso umano dell’emergenza. «Dietro il numero di 4.617 persone non ci sono statistiche. Ci sono famiglie, anziani, bambini, lavoratori, persone che da un giorno all’altro hanno perso la normalità della propria vita. E probabilmente esiste anche una parte dell’emergenza che ancora non vediamo».
«È anche da questa realtà – conclude Morelli – che bisogna partire per affrontare seriamente l’emergenza dei Campi Flegrei. Con interventi strutturali, tempi certi e la capacità di dare sicurezza alle persone non soltanto sul piano degli edifici, ma anche su quello della loro vita quotidiana».

