Un’esclusione che fa rumore. Quella di Facundo Lescano, all prima panchina dal suo arrivo alla Salernitana, dopo 25 partite di campionato con l’ippocampo sul petto, playoff compresi. Chi pensava alla regola del bastone e della carota, dopo la sostituzione all’intervallo della gara con il Foggia si aspettava una nuova chance, dal 1’, per la punta argentina. Che in settimana aveva pure provato a cavalcare il clima derby puntando su un’immagine di San Matteo condivisa su Instagram, mentre qualche giorno prima aveva messo a tacere ogni voce di mercato ribadendo, sempre a mezzo social, che un vero guerriero non abbandona la battaglia. Eppure l’ex Avellino, sempre centrale nelle gerarchie della Bersagliera sin dal suo arrivo, lo scorso 23 gennaio. Appena due giorni in campo Raffaele gli consegnò subito le chiavi dell’attacco, lui rispose con il gol all’esordio, il primo dei suoi 10 realizzati in granata nella scorsa stagione. Chissà cosa avrà pensato Lescano poco prima di quella che sarebbe stata la 26esima apparizione, quella che ha sancito la sua prima esclusione dalla formazione titolare. Chissà che avrà pensato, soprattutto, quando avrà visto piovere decine e decide di cross in area di rigore e nessun attaccante in grado di riempire l’area e attaccare la porta, mai così tanti nelle uscite precedenti quando tra Coppa Italia e campionato è riuscito a segnare solo dal dischetto. L’ingresso a gara in corso non ha certo aiutato ad alimentare i rimpianti di Cosmi: Lescano si è spesso pestato i piedi con D’Ursi, ha mostrato più di qualche difficoltà in ripartenza, e anche sotto il profilo dell’atteggiamento qualcosa è sembrato venir meno, forse anche la delusione per la mancata partenza dal 1’ ha fatto il resto. L’esclusione ha fatto rumore, la speranza è che presto possa esser sovrastato dal quello del suo ritorno al gol. La Salernitana ne ha dannatamente bisogno.

