Nessun segnale. I messaggi arrivati dal prato del Maradona sono eloquenti. Questo Napoli è lontanissimo dal poter dare credibilità ai sogni di Aurelio De Laurentiis. Con il Como è arrivato non solo un ko ma anche una testimonianza concreta di quanto attualmente il club azzurro sia lontano dai lariani. Poca verve, idee al lumicino. Tutto affidato agli strappi e alle giocate estemporanee dei singoli. E se anche la difesa, punto di forza di Allegri, fa acqua e regala due gol come in occasione della sfida con i lariani, allora la strada è in salita. Del primo Napoli visto al Maradona ci sono troppi pochi aspetti positivi per guardare al presente e al futuro con ottimismo. Una squadra scarica, a scartamento ridotto, logorata nel fisico, in difficoltà anche sul piano delle idee. Sarà anche calcio d’agosto.
Eppure i prossimi ostacoli si chiamano Inter e Arsenal, con margine d’errore pari a zero e coefficiente di difficoltà quasi impossibile. Il mercato offre occasioni che il Napoli accarezza e poi molla, nel nome di una Restaurazione azzurra che ha il volto di una scelta più obbligata per motivi manageriali che per volontà dei protagonisti. I sogni Gabriel Jesus e Woltemade, accarezzati, coccolati, frenati da Leao prima, da Lang poi, diventano certezze di Barcellona e Juventus. Napoli incassa, tira il freno. Accoglie per una triangolazione di mercato Dinis Rodriguez, 21enne attaccante portoghese del Sion. Con la squadra svizzera lo scorso anno in campionato ha segnato quattro gol in dieci presenze. Andrà all’Eldense. Si concentra sui rinnovi di Marianucci e Mazzocchi, tutti rappresentati dalla stessa agenzia. Per Mazzocchi sarà addio: prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza al Venezia. Ormai sguarnita la lista degli esuberi: Cajuste va al Malaga in prestito di riscatto, Lindstrom è vicino al Salisburgo. Non ci sarà spazio per un rinforzo. Servirebbe in mezzo al campo. Il Napoli paga le condizioni non ottimali di McTominay e Anguissa. Il mediano africano, sul banco degli imputati per la prestazione col Como, ha annunciato il suo addio alla nazionalità camerunense: «Giocare per la nazionale del Camerun è il sogno di ogni bambino camerunese. Sono molto felice e soprattutto molto grato di averlo potuto realizzare.
Dopo molti anni al servizio della squadra nazionale del Camerun, ho preso la decisione di porre fine alla mia carriera con la nazionale».

