Caccia al riscatto. O meglio, per dirla alla Serse Cosmi, al segnale positivo atteso già contro il Sorrento. Che se prima era auspicabile, ora diventa necessario. “Non ne vedo altri tipi che non siano la vittoria, almeno nella mia carriera ho capito questo.
Il resto sono puri discorsi che lasciano il tempo che trovano. La squadra deve reagire a una sconfitta inopinata, che non avremmo voluto venisse fuori in quel modo. Il calcio è fatto di momenti, da quando ufficialmente è iniziata la stagione ne viviamo uno sportivamente non positivo. Essendo calcio, c’è sempre la possibilità di venirne fuori”, afferma il tecnico nelle dichiarazioni rilasciate al sito ufficiale della Salernitana alla vigilia della trasferta di Foggia (fischio d’inizio ore 18). A far sorridere il tecnico umbro ci sono i ritorni di due calciatori squalificati (Tascone e Llano), oltre che di un infortunato (Bevilacqua) e l’inserimento degli ultimi arrivati in casa granata (Pieraccini e La Gumina). “Potevamo fare sicuramente di più contro il Sorrento, ma è altrettanto certo che non eravamo al massimo come disponibilità di giocatori. Era logico che chi doveva annotare queste cose, le annotasse nel considerare la sconfitta. Avevamo calciatori che lodevolmente sono scesi in campo pur essendo arrivati da pochissimi giorni e sono usciti sfiniti, ora però dobbiamo voltare pagina”. Per farlo Cosmi sembra intenzionato a passare al 3-4-1-2, con Vitale alle spalle di D’Ursi e Lescano e il rientrante Tascone in coppia con Gyabuaa in mediana, il sacrificato potrebbe essere Achik. Sulla destra un altro rientro, quello di Llano, mentre Villa ritornerà sull’abituale corsia mancina. Si prospettano novità anche in difesa, con Pieraccini pronto all’esordio dal 1′, La Gumina si accomoderà almeno inizialmente in panchina. “Fisicamente sta abbastanza bene, è normale che chi arriva dopo un periodo in cui ha giocato meno, poi ha bisogno di una cosa sola: per l’appunto, giocare. Anche su Pieraccini c’è stata ampia condivisione con proprietà e dirigenza, sono contento perché è un bravo calciatore, un ragazzo a posto. Ci sarà la possibilità di inserirli, ognuno è venuto con l’obiettivo di essere protagonista ma non faccio esperimenti: col Sorrento ero costretto, adesso no”.
Eppure proprio l’ex Catania è in lizza per una maglia dal 1′, con Capuano al centro e uno tra Anastasio e Matino al posto di Zoia. Il trainer granata analizza poi l’avversario di turno, che non potrà contare sui propri tifosi in virtù della squalifica inflitta allo Zaccheria nella scorsa stagione dopo le intemperanze di Monopoli, reduce dal blitz di Crotone all’esordio in campionato e caricato da oltre 3mila tifosi nell’allenamento a porte aperte in settimana. “Definire complicata la sfida di Foggia è il minimo. Noi dobbiamo fare meglio. Ho sentito parlare di squadra slegata nei commenti dopo la prima partita e sono d’accordo. Devo il prima possibile formare un corpo unico ed un gruppo che riesca ad esprimere concetti tattici e tecnici in linea con le possibilità dei singoli, perché il valore dei giocatori oggi c’è. Da quelle parti c’è entusiasmo giustificato, dopo la riammissione al campionato di una squadra che rappresenta una città che storicamente appartiene a un calcio diverso da quello di Serie C. Le partite le giocano comunque i calciatori, anche se è sempre meglio avere tanta gente sugli spalti. Non mi piace essere ipocrita: le porte chiuse dell’anno scorso non hanno rappresentato affatto un vantaggio per noi, mentre in questo caso se posso azzardare, per noi potrebbe essere meglio, perché avremmo trovato grande entusiasmo fra il pubblico di casa”.

