6 aprile 1896, ad Atene vanno in scena i primi giochi olimpici dell’era moderna

di Francesco Ferrara

I Giochi olimpici dell’era moderna sono un evento sportivo che avviene ogni 4 anni che prevede la competizione tra i migliori atleti del mondo in quasi tutte le discipline sportive praticate nei cinque continenti. Il nome Giochi olimpici è stato scelto per ricordare i Giochi olimpici antichi che si tenevano nell’Antica Grecia in onore degli dei presso la città di Olimpia, nei quali si sfidavano i migliori atleti greci. Il barone Pierre de Coubertin alla fine del XIX secolo ebbe l’idea di organizzare dei giochi simili a quelli Grechi, e quindi preclusi al genere femminile, ma su questo punto non venne ascoltato. Le prime Olimpiadi dell’era moderna si svolsero ad Atene nel 1896. A partire dal 1924, vennero istituiti anche alcuni Giochi olimpici specifici per gli sport invernali, ma esistono anche le Paralimpiadi, competizioni per persone disabili. Dal 1994 l’edizione invernale non si tiene più nello stesso anno di quella estiva, ma sfalsata di due anni. Le regole e le linee guida per l’organizzazione dei giochi olimpici,sia quelli estivi sia quelli invernali, compreso come deve essere il simbolo delle Olimpiadi, quale deve essere la bandiera e il motto, sono contenuti nella Carta Olimpica, un documento ufficiale composto da 6 capitoli e 61 paragrafi, nei quali si spiegano i valori del movimento olimpico, come si celebrano, si organizzano e si amministrano i giochi olimpici. La bandiera olimpica, uno dei simboli più riconosciuti al mondo, raffigura cinque anelli intrecciati in campo bianco, che simboleggiano i cinque continenti. I colori scelti sono presenti nelle bandiere di tutte le nazioni, quindi la loro combinazione simboleggia tutti i Paesi, mentre l’intreccio degli anelli rappresenta l’universalità dello spirito olimpico. I primi giochi olimpici si svolsero nel 776 a.C. a Olimpia, in Grecia. All’inizio era essenzialmente una manifestazione locale e veniva disputata unicamente una gara di corsa. Successivamente si aggiunsero altri sport e i Giochi arrivarono a comprendere corsa, anche con i carri, pugilato, lotta e pentathlon. Da quel momento in poi, i Giochi divennero lentamente sempre più importanti in tutta la Grecia antica, diventando anche il punto d’inizio dei loro calendari, raggiungendo l’apice nel VI secolo a.C. e nel V secolo a.C. Le Olimpiadi avevano anche un’importanza religiosa, in quanto si svolgevano in onore di Zeus. Il numero di gare crebbe a venti, e le celebrazioni si estendevano su più giorni. I vincitori delle gare erano ammirati e immortalati. I Giochi si tenevano ogni quattro anni e il periodo della celebrazione divenne noto come Olimpiade. Per tutta la durata dei giochi, cinque giorni, venivano sospese le guerre in tutta la Grecia: questa era chiamata tregua olimpica. La partecipazione era riservata a greci liberi che potessero vantare antenati greci. La necessità di dedicare molto tempo agli allenamenti comportava che solo i membri delle classi più facoltose potessero prendere in considerazione di partecipare ai giochi. Venivano esclusi dalla partecipazione gli schiavi, gli stranieri, gli assassini, i sacrileghi e le donne. I Giochi persero gradualmente importanza con l’aumentare del potere romano in Grecia. La memoria degli antichi Giochi olimpici rimase viva, esercitando fascino e inducendo, nell’età moderna, a delle rievocazioni: già nel XVII secolo, si teneva in Inghilterra un festival sportivo che prendeva proprio il nome dalle Olimpiadi. Nei secoli seguenti eventi simili vennero organizzati in Francia e in Grecia, ma si trattava di manifestazioni su piccola scala e sicuramente non internazionali. Questo era il caso al tempo della Rivoluzione francese quando si svolsero le Olimpiadi della Repubblica nel 1796, 1797 e 1798. L’interesse nella rinascita dei Giochi olimpici crebbe quando le rovine dell’antica Olimpia vennero scoperte dagli archeologi tedeschi alla metà del XIX secolo. Contemporaneamente un barone francese, Pierre de Coubertin, cercava una spiegazione alla sconfitta francese nella guerra franco-prussiana (1870-1871). Giunse alla conclusione che i francesi non avevano ricevuto un’educazione fisica adeguata, e si impegnò per migliorarla. De Coubertin voleva anche trovare un modo di avvicinare le nazioni, di permettere ai giovani del mondo di confrontarsi in una competizione sportiva, piuttosto che in guerra. La rinascita dei Giochi avrebbe permesso di raggiungere entrambi gli obiettivi. Nel 1892, durante il quinto anniversario dell’Unione delle società francesi degli sport atletici, De Coubertin chiese il rilancio dei Giochi olimpici, ma senza molto successo. De Coubertin presentò ancora una volta in pubblico le sue idee nel giugno 1894 durante un congresso presso l’università della Sorbona a Parigi. Il 23 giugno, ultimo giorno del congresso, venne deciso che i primi Giochi olimpici dell’era moderna si sarebbero svolti nel 1896 ad Atene, in Grecia, la terra dove erano nati in antichità. Fu fondato il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per organizzare l’evento, sotto la presidenza del greco Demétrios Vikélas. Le prime Olimpiadi dell’era moderna furono un successo. Con 241 atleti, fu per l’epoca il più grande evento sportivo internazionale mai organizzato. La Grecia chiese di diventare sede permanente di tutti i futuri Giochi olimpici, ma il CIO decise che le Olimpiadi avrebbero dovuto essere organizzate di volta in volta in una nazione diversa, al fine di sottolinearne maggiormente l’universalità.
Le seconde Olimpiadi furono assegnate a Parigi, Francia. Secondo de Coubertin gli atleti non dovevano gareggiare per denaro, e quindi fu deciso di non ammettere i professionisti ai Giochi olimpici. Nella storia delle Olimpiadi moderne questa regola ha generato diverse controversie. Con il tempo molti si resero conto che la distinzione tra dilettanti e professionisti non aveva più molto senso.
Per esempio, molti atleti dei paesi dell’Europa orientale erano ufficialmente dipendenti statali, fenomeno dell’Atleta di Stato, ma in realtà erano stipendiati per allenarsi quotidianamente, quindi erano dilettanti di nome, ma non di fatto. Ciò nonostante, il CIO continuò ancora per anni a sostenere nominalmente lo sport dilettantistico.Negli anni ottanta le regole sul dilettantismo vennero allentate, e praticamente eliminate negli anni novanta.
L’unica disciplina olimpica in cui non sono stati ammessi professionisti è la boxe, prima dell’olimpiade di Rio 2016, dove hanno potuto partecipare a seguito della decisione dell’AIBA di ammetterli in gara.Per quanto riguarda il calcio, altro sport dove il professionismo è molto diffuso, nella versione maschile l’unico vincolo riguarda l’età: per ogni squadra sono ammessi al massimo tre “fuoriquota” che abbiano superato i 23 anni e non c’è obbligo di convocarli. Per un certo periodo invece fu in vigore una particolare regola che consentiva alle squadre UEFA e CONMEBOL di convocare giocatori mai presenti alla Coppa del mondo, limite che non avevano le altre confederazioni per ovvi motivi di competitività.Rimangono comunque in vigore norme molto restrittive sulla pubblicità, almeno sui campi di gara, anche se ci sono molti “sponsor ufficiali olimpici”. Sulle divise degli atleti può comparire solo il marchio della ditta produttrice, e anche questo non deve comunque superare delle dimensioni stabilite. L’Italia vanta ben 4 organizzazioni dei giochi olimpici moderni, una estiva, Roma 1960, e tre invernali, Cortina D’Ampezzo nel 1956 e nel 2026,con Milano, e Torino nel 2006, ma sarebbero potute essere 5 dato che Cortina avrebbe dovuto ospitare anche l’edizione del 1944 che non venne organizzata per raggioni belliche. La città venne scelta come organizzatrice dei Giochi il 9 giugno 1939, battendo la concorrenza di Montréal e di Oslo ma vennero annullati a causa del perdurare della seconda guerra mondiale. Le olimpiadi moderne sono, oramai, uno degli eventi sportivi più importanti e seguiti al mondo.

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