1925-2025, cent’anni di fuorigioco, polemiche, veleni, moviole e tanti gol

La rivoluzione del fuorigioco: come una regola cambiò il calcio per sempreIl fuorigioco è probabilmente la regola più dibattuta e controversa nella storia del calcio. La sua evoluzione ha profondamente influenzato il modo di giocare, le tattiche e persino l’estetica del gioco più popolare al mondo. E nessuna modifica ha avuto un impatto così rivoluzionario come quella del 1925, che trasformò radicalmente il football britannico e mondiale.
La regola del fuorigioco affonda le sue radici nel football association nato in Inghilterra a metà Ottocento. Inizialmente, il concetto era molto più restrittivo di quello attuale: nella prima versione delle regole, codificate nel 1863, un giocatore era in fuorigioco se si trovava davanti alla palla, simile a quanto accade oggi nel rugby. Questa impostazione rendeva praticamente impossibile il passaggio in avanti.Nel 1866 arrivò la prima evoluzione significativa: fu introdotto il concetto dei “tre avversari”. Un giocatore non era più in fuorigioco se, al momento del passaggio, si trovavano tra lui e la linea di porta avversaria almeno tre giocatori della squadra opposta. Questa regola, che sarebbe rimasta in vigore per quasi sessant’anni, permetteva un gioco più fluido ma favoriva enormemente la difesa.
Con la regola dei tre difensori, il calcio aveva sviluppato una fisionomia tattica molto particolare. Le squadre giocavano tipicamente con il sistema 2-3-5: due difensori, tre centrocampisti e ben cinque attaccanti. Questo modulo, che oggi appare incredibilmente sbilanciato in avanti, era in realtà molto equilibrato proprio grazie alla legge del fuorigioco.I difensori centrali potevano facilmente mettere in fuorigioco gli attaccanti avversari semplicemente avanzando al momento giusto. Questa tattica, nota come “offside trap”, era diventata un’arte raffinata, specialmente nel calcio inglese.
Il Newcastle United e soprattutto il Newcastle United degli anni Venti erano maestri in questa tecnica, che però rallentava considerevolmente il gioco e lo rendeva spesso poco spettacolare.Le partite erano frequentemente interrotte da fischi per fuorigioco, frustrando sia i giocatori che gli spettatori.
Gli attaccanti faticavano a trovare spazi e il numero di gol segnati andava diminuendo stagione dopo stagione. Nel campionato inglese 1924-25, si registrò una media di soli 2,58 gol per partita, il dato più basso della storia.
Fu proprio questa crisi di spettacolarità a spingere l’International Football Association Board a intervenire. Nella riunione del 13 giugno 1925, venne approvata una modifica destinata a fare epoca: da quel momento in poi, per non essere in fuorigioco sarebbero bastati due difensori (invece di tre) tra l’attaccante e la porta avversaria.Il cambiamento, apparentemente minimo, ebbe conseguenze esplosive. Nella stagione 1925-26, la prima con la nuova regola, la media gol nel campionato inglese schizzò a 3,69 per partita, un incremento del 43%. Il pubblico tornò ad affollare gli stadi per assistere a match finalmente più aperti e ricchi di reti.
Il grande innovatore tattico Herbert Chapman, allora allenatore dell’Arsenal, fu il primo a comprendere le implicazioni strategiche del cambiamento. La vecchia disposizione 2-3-5 era ormai obsoleta: serviva più copertura difensiva. Chapman inventò così il sistema WM (chiamato così per la disposizione dei giocatori sul campo che ricordava queste due lettere), che prevedeva un arretramento del centromediano in posizione di difensore centrale, creando di fatto un 3-2-2-3.Questa innovazione rivoluzionò il calcio mondiale. Altri allenatori svilupparono varianti come il “sistema” o “metodo”, precursore del moderno 4-2-4. Il calcio era entrato nella sua era moderna, dove la tattica acquisiva un’importanza pari alla tecnica individuale.
La modifica del 1925 non cambiò solo i moduli di gioco, ma l’intera filosofia del calcio. Nacque la figura del difensore centrale moderno, del “libero” o “stopper”. Il gioco divenne più veloce, più verticale, più spettacolare. I grandi bomber poterono finalmente esprimersi: Dixie Dean segnò 60 gol in una singola stagione nel 1927-28, un record ancora imbattuto nel calcio inglese.
Da allora, la regola del fuorigioco ha subito solo ritocchi minori, pur restando al centro di infinite discussioni. L’introduzione del fuorigioco passivo nel 2005, o le continue interpretazioni sulla “posizione attiva” dimostrano come questa norma continui a evolversi. Ma il suo cuore, fissato ormai cent’anni fa in quella storica riunione del 1925, rimane immutato: due difensori, una linea invisibile, e un assistente dell’arbitro pronto a sollevare la bandierina al momento giusto.

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