130 anni fa la prima partita a Roma di calcio ginnico: ecco la vera storia

Il calcio in Italia – anche se nella sua forma ginnica – compie 130 anni. Nel 1895 il III Concorso Nazionale si svolse a Roma, nella sede del Velodromo Salario. Presidente del Comitato organizzatore fu nominato Romano Guerra, uno dei ginnasiarchi più favorevoli alla sportivizzazione. Guerra invitò due società del nord est, la Ginnastica e Scherma Udinese e la Ginnastica Rovigo, a dare una dimostrazione del giuoco del calcio. Le due squadre si esibirono nel pomeriggio del 18 settembre sullo sterrato del Velodromo, alla presenza di ventimila persone compresi il re e la regina. Anche questa volta fu un gran polverone, ma con miglior ordine rispetto a Bologna. Infatti, i ragazzi di Udine e Rovigo da un paio di anni si allenavano seguendo le vere regole dell’Association. 130 candeline per l’Italia, ma le radici del football affondano in Terra d’Albione in tempi ancora più remoti.
Sebbene forme rudimentali di gioco con la palla fossero praticate fin dall’epoca dell’antica Roma e nel Medioevo europeo, è in Inghilterra, nel XIX secolo, che questo sport ha assunto la sua forma moderna. La nascita del calcio come lo conosciamo oggi è il frutto di un processo di codifica, evoluzione tecnica e istituzionale, culminato nella creazione del primo campionato professionistico al mondo. Nel Medioevo, in Inghilterra, esistevano giochi popolari che coinvolgevano l’uso di una palla, spesso praticati durante le feste popolari e le ricorrenze religiose. Questi giochi, detti “mob football”, erano veri e propri scontri tra interi villaggi, con regole estremamente rudimentali o addirittura assenti. Il campo di gioco poteva estendersi per chilometri, le porte erano stabilite tra due punti di riferimento (chiese, alberi, edifici), e il pallone veniva spinto con ogni mezzo possibile verso la “meta”. Le autorità civili e religiose tentarono più volte di bandire queste manifestazioni, considerate pericolose e violente.
Fu solo nel XIX secolo, con l’espansione della Rivoluzione Industriale e la diffusione dell’istruzione nelle scuole pubbliche (le public schools inglesi), che il calcio iniziò a prendere una forma più definita. Ogni istituto aveva una propria versione del gioco, con regole diverse. Alcune scuole favorivano l’uso delle mani (come Rugby), altre quello dei piedi. Questa varietà rese necessaria, con il tempo, una codificazione comune. Il 26 ottobre 1863, a Londra, fu fondata la Football Association (FA), la prima federazione calcistica della storia, grazie all’iniziativa di rappresentanti di diverse scuole e club. In quell’occasione, vennero stabilite le prime regole unificate del gioco, conosciute come le “Regole di Cambridge”, che escludevano l’uso delle mani (a parte il portiere) e vietavano il placcaggio, segnando una netta separazione dal rugby. Il calcio cominciò così a diffondersi rapidamente in tutto il Regno Unito, grazie anche al sistema ferroviario in espansione, che permetteva alle squadre di spostarsi più facilmente per disputare partite tra città diverse. I primi palloni utilizzati nel calcio moderno erano ben lontani dai modelli attuali. Inizialmente si trattava di vesciche animali (soprattutto di maiale) gonfiate e rivestite da una copertura in cuoio. Questo tipo di palla, però, era poco resistente e perdeva facilmente la forma. Con il tempo, si introdussero camere d’aria in gomma, grazie alle innovazioni legate alla lavorazione del caucciù, come quelle del pioniere Charles Goodyear, che nel 1855 creò uno dei primi palloni in gomma vulcanizzata. I palloni ottocenteschi erano cuciti a mano, spesso con lacci esterni che potevano causare infortuni, specialmente nei colpi di testa. Solo nel Novecento si arrivò a un design più sicuro, con pannelli uniformi e cuciture interne.
Con la diffusione del gioco, nacquero le prime società calcistiche, inizialmente costituite da studenti universitari, impiegati di fabbriche, ferrovieri e militari. Una delle prime e più antiche è il Sheffield Football Club, fondato nel 1857, riconosciuto dalla FIFA come il club più antico ancora esistente. Seguì il Notts County, fondato nel 1862, che ebbe anche l’onore di fornire la divisa (a righe bianconere) alla Juventus nei primi anni del Novecento. Molti club nacquero in ambito industriale: squadre come il Manchester United (originariamente Newton Heath, fondato nel 1878 da ferrovieri) o l’Arsenal (sorto nel 1886 come Dial Square, legato a una fabbrica di armamenti) sono esempi emblematici della stretta connessione tra rivoluzione industriale e calcio.
Il calcio, inizialmente amatoriale, divenne presto una passione popolare. Le squadre più forti iniziarono ad attirare folle numerose e a ingaggiare giocatori talentuosi, spesso offrendo loro un compenso, nonostante i regolamenti lo vietassero. Questo portò a un acceso dibattito tra “amatori” e “professionisti”.
Nel 1885, la FA legalizzò il professionismo, riconoscendo la realtà ormai consolidata. Tre anni dopo, nel 1888, fu fondata la Football League, il primo campionato professionistico al mondo, grazie all’iniziativa di William McGregor, dirigente dell’Aston Villa. Le 12 squadre fondatrici furono: Accrington, Aston Villa, Blackburn Rovers, Bolton Wanderers, Burnley, Derby County, Everton, Notts County, Preston North End, Stoke (oggi Stoke City), West Bromwich Albion e Wolverhampton Wanderers.
Il primo campionato fu vinto dal Preston North End, che concluse la stagione imbattuto, conquistando anche la FA Cup: un’impresa che valse loro il soprannome di “The Invincibile”.
La nascita del calcio in Inghilterra ha plasmato non solo lo sport moderno, ma anche la cultura popolare mondiale. Le regole, le strutture organizzative, i club storici e persino la passione per il tifo trovano origine in quel fervente Ottocento britannico, in un’epoca di trasformazioni industriali e sociali. Oggi, il calcio è un linguaggio universale. Ma tutto ebbe inizio nei sobborghi di Londra, nei campi fangosi delle Midlands e nei cortili delle fabbriche, con un pallone di cuoio e un sogno che, nel tempo, avrebbe conquistato il pianeta.

Torna in alto