1 agosto 1926 – 1 agosto 2026. Napoli, è la tua festa: goditela

“Primo agosto pioveva…”. Il canto del popolo parte da qui. Da una data che ha il sapore dell’inizio di una storia d’amore senza fine. Anche un lottatore come Aurelio De Laurentiis su questo tema ha alzato le mani e si arreso alle credenze popolari. Perché sì, il calcio a Napoli è arrivato ben prima del 1 agosto 1926, ma questa data convenzionale è ormai impressa nella mente, tatuata sul cuore di una città che s’identifica nel rimbalzo di un pallone, forte e continuo come se fosse un battito. Inspiegabile, come il “sempre” che accompagna ogni voce che sussurra un “Forza Napoli”. Azzurro come il mare che bagna la città, bianco come la purezza di un sentimento che sa essere tanto inspiegabile quanto travolgente, capace di accomunare, di legare a doppio filo, facendo sentire quella squadra a casa in ogni angolo del Mondo. Cent’anni di Napoli sono evento che unisce ogni angolo del pianeta. Un momento di storia da celebrare, da preservare, vivendo il presente, immaginando il futuro ma anche rispettando quello che è stato un passato fatto di lustri ma anche di rovinose cadute, di trionfi ma anche di sconfitte cocenti, senza dimenticare le umiliazioni delle retrocessioni, ancor di più dei fallimenti. Napoli è stata parata di stelle, cornice in cui si è incastonato a meraviglia il più grande di tutti, al quale la città gli ha tributato l’omaggio eterno spodestando addirittura un santo per attribuirgli il nome della sua casa. Ma anche palcoscenico per talenti in erba che si sono consacrati, scrivendo pagine di storia non solo con la maglia azzurra sulle spalle. “Sangue e sudore, sacrificio e passione”, la rivincita del Sud del calcio ai potenti del Nord, l’estro di Maradona, la fame di Osimhen, la classe di Kvara per spodestare un dominio continuo, duraturo, fastidioso. Dei “mille culuri” che raccontano Napoli, nell’ultimo quadriennio la città si è affezionato al verde, al bianco e al rosso del tricolore portato con orgoglio sul petto. Quattro Scudetti che brillano come diamanti e quella sensazione di essere arrivata al culmine del suo splendore con Aurelio De Laurentiis al timone come patron da cancellare alzando ancora di più l’asticella. La continuazione perfetta dell’essere visionario, così come Giorgio Ascarelli, l’uomo che diede il via ad una storia da brividi. La parola spetterà al campo, fotografia di una gestione illuminata arrivata però al suo momento decisivo. Intanto c’è la festa, soffiare sulle cento candeline e vivere un giorno che ha il sapore di storia. “Primo agosto pioveva…”. Eppure a Napoli non è mai smesso di esserci il sole. Oggi, un po’ di più.

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